INSIDE #6

LA CARTA PRENDE VITA

A proposito del workshop “Bocconi Stories”, con Libri Finti Clandestini nello spazio openside il 18 e 26 novembre. (Dettagli e modulo di registrazione QUI)

di Martina Manca e Eleonora Recupero

Un’iniziativa originale, unica quanto inimitabile. Libri Finti Clandestini si avvale di promuovere un’usanza ormai in fase di estinzione: il culto dell’assemblaggio, della rilegatura a mano e della realizzazione di libri, quaderni e taccuini tramite il riciclo di carta inutilizzata, secondo un metodo non professionale.
Grazie a openside, si è vissuta un’esperienza fuori dal comune durante la quale, ciascun partecipante si è dovuto rimboccare le maniche al fine di creare dei piccoli capolavori. Per qualche ora i pensieri universitari, lo stress delle lezioni e l’ansia dello studente sono svaniti lasciando spazio al bambino nascosto in tutti noi. Tecnologia, strumenti professionali e fogli senza un passato banditi dal tavolo di lavoro. Solo tanto entusiasmo, qualche forbice a portata di mano e una grande versatilità hanno trasformato i partecipanti in “editori per una sera”.
L’atmosfera pacata, ognuno nel suo piccolo mondo, nelle proprie riflessioni. E non vi erano solo scelte sul piano contenutistico ma anche su quello estetico: copertura morbida o rigida? Fogli della stessa dimensione o sparsi sotto la copertina? L’istinto creativo è prevalso; la combinazione dei fogli, la loro dimensione, l’ordine e il loro contenuto rimaneva a discrezione di ciascun partecipante mentre le tecniche di assemblaggio e rilegatura erano pre-stabilite.
Anche i ricordi, in forma cartacea, rientravano nel set di materiali concessi per la creazione del proprio libro personale. Foto, volantini e dediche scritte su fazzoletti di carta rendevano ciascun libro a stampo individuale, accentuando l’importanza attribuita ad un ricordo tangibile, “concreto” e non digitale.
Dunque non solo un’esperienza forte sul fronte personale, in quanto ciascuno ha avuto la possibilità di valutare le proprie capacità manuali e la scoperta di un’eventuale propensione all’arte, ma anche un’occasione di apprendere un metodo artigianale ormai dimenticato. La possibilità di esprimere se stessi nella creazione di un libro ha reso il workshop un momento d’introspezione, durante il quale i nuovi rilegatori hanno potuto tirar fuori emozioni, sentimenti, creatività e passione; ogni creazione rappresenta la relazione con una particolare fase della vita. Questo ha permesso di essere editori di se stessi, di bloccare per una sera il tempo, dedicarsi solo a se stessi e affrontare creativamente le proprie esperienze.
Insomma, un’iniziativa da non perdere, piuttosto da custodire e coltivare in futuro.

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